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Martedì 09 Giu 2026
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Giorgio Caproni: 'Interludio'

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Giorgio Caproni

Interludio



E intanto ho conosciuto l'Erebo
– l'inverno in una latteria.
Ho conosciuto la mia
Prosèrpina, che nella scialba
veste lavava all'alba
i nuvolosi bicchieri.

Ho conosciuto neri
tavoli – anime in fretta
posare la bicicletta
allo stipite, e entrare
a perdersi fra i vapori.
E ho conosciuto rossori
indicibili – mani
di gelo sulla segatura
rancida, e senza figura
nel fumo la ragazza
che aspetta con la sua tazza
vuota la mia paura.


1950


(da 'Il passaggio d'Enea', Vallecchi, 1956)


[ FONTE ]


Giorgio Caproni (Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990)

[ Poeta, critico letterario e traduttore italiano. Partito come preermetico attirato da uno scabro Espressionismo, approdò a un Ermetismo rivestito di un Impressionismo Idillico. Nella sua poesia canta soprattutto temi ricorrenti (Genova, la madre e Livorno, il viaggio, il linguaggio), unendo raffinata perizia metrico-stilistica a immediatezza e chiarezza di sentimento. ]

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