José Watanabe: 'La crocifissione'
José Watanabe
La crocifissione
Innalzato sulla croce, figlio mio,
ti ergi sempre più eretto: il tuo capo, ferito dalle spine,
tocca ora le nubi più alte.
Non posso raggiungerti, non posso
chiudere la tua ferita con la mia mano,
e la sostanza dorata
che il Padre ti ha dato
continua a lasciarti attraverso la lancia.
I profumi
della tua nascita sono tornati nell'aria. Oh, figlio mio,
crocifisso dall'eternità,
il tuo sangue cade
e brucia la terra
e brucia i secoli. Il tempo dei poveri
e il tempo dei re,
con ogni loro ora,
giacciono prostrati, ardenti ai tuoi piedi.
Domani tutto sarà nuovo,
tranne questo infinito dolore. E non c'è consolazione,
solo una domanda che grido,
e forse tu mi rimproveri:
era necessario
che la carne della mia carne
fosse data come alleanza
tra la terra ingrata e il cielo?
(da 'Abitò tra noi', 2002)
[ FONTE ]
José Watanabe Varas (Trujillo, 17 marzo 1945 - Lima, 25 aprile 2007)
[ Poeta peruviano. Voce dei "Poeti del '70", al tipico colloquialismo e allo sperimentalismo della corrente mescolò lo Zen, il Taoismo, il Buddhismo e la cultura degli haiku che gli derivavano dalle sue origini giapponesi. ]
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