Eugenio Montejo: 'Manoa'
Manoa
Non ho visto Manoa, non ho visto le sue torri in aria,
nessuna traccia delle sue pietre.
Ho seguito la processione di ombre illusorie
che ne tracciano le mappe.
Ho attraversato il fiume delle tigri
e il silenzio ribollente nelle paludi.
Non ho visto nulla che assomigliasse a Manoa
o alla sua leggenda.
Ho vagato, assorto, seguendo l'arcobaleno
che curva verso sud e rimane irraggiungibile.
Manoa non era lì, giaceva a leghe di distanza da quei mondi
– sempre più lontana.
Ora stanco di cercare, mi fermo.
Cosa mi importa della scoperta delle sue torri?
Manoa non fu cantata come Troia,
né cadde sotto assedio,
né incise le sue mura con esametri.
Manoa non è un luogo,
ma un sentimento.
A volte, in un volto, in un paesaggio, in una strada,
il suo sole splende all'improvviso.
Ogni donna che amiamo diventa Manoa
senza che ce ne accorgiamo.
Manoa è l'altra luce all'orizzonte;
Chi sogna la intravede, è in cammino,
ma chi ama è già arrivato, già ci vive.
(da 'Tropici assoluti', 1982)
[ FONTE ]
Eugenio Montejo (Caracas, 19 ottobre 1938 – Valencia, 5 giugno 2008)
[ Poeta e saggista venezuelano. Professore, universitario, fu diplomatico a Lisbona. La sua poesia si caratterizza per una forma ricca e testuale e per la padronanza delle forme. Nel 2004 ottenne il Premio Octavio Paz. ]
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