Angelo Barile: 'Fuori tempo'
Angelo Barile
Fuori tempo
In questi giorni di chiaro gennaio
che si disfanno i presepi, s'affioca
la pastorale
anche quest'anno nell'ansa del colle
il mio albero schiude le corolle
inaspettate.
Nella tepida tregua
uno spolvero fai di primavera,
albero illuso. Presto
sopravverrà un altro chiaro, di gelo,
ti spegnerà la frettolosa luce:
si prende il vento il tuo fiore già morto.
A giusto sole, insieme,
i tuoi compagni accenderanno la festa,
tu senza voce nel giulivo coro.
Oh, diverso. Ti preme
a una vigilia acerba
il canto fuori tempo del tuo ramo.
Precocità fa triste
il tuo fiore, pericolante riso.
Per ciò mi piaci, animoso cielo.
Cielo tu stesso, baleno al mio inverno:
attimo della grazia. Nel sereno
sei così breve e fai con la tua fronda
un orizzonte.
(da 'Quasi sereno', Neri Pozza, 1957)
[ FONTE ]
Angelo Barile (Albissola Marina, 12 giugno 1888 – Albisola Capo, 20 maggio 1967)
[ Poeta italiano. Sottotenente di fanteria durante la Prima Guerra Mondiale, fu poi antifascista. La sua poetica, sullo sfondo dell'amato borgo marino, è fortemente influenzata dalla fede cattolica e quindi dalla sua visione profondamente religiosa della vita. ]
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