José Emilio Pacheco: '"Ô toi que j'eusse aimée..."'
José Emilio Pacheco
E ora una digressione. Consideriamo
quella variante dell'amore che
non può mai essere chiamata amore.
Sono momenti isolati senza futuro
Nella città dove sarò per tre giorni
ci incontriamo.
Parliamo cento parole.
Ma uno scintillio negli occhi, un silenzio
o il tocco delle mani che si dicono addio
accendono la luce dell'immaginazione.
Senza ragione o causa, si presume
di essere arrivati in anticipo o in ritardo e ci si dispiace
("Non esserci incontrati...")
E tu occupi inconsapevolmente la tua fedele nicchia
in un casto harem di ombre e fumo.
Intoccabile,
incorruttibile sotto il giogo dell'amore,
viva in quella che De Rougemont chiamava
possesso attraverso la perdita.
(da 'Andrai e non tornerai', 1973)
[ FONTE ]
José Emilio Pacheco Berny (Città del Messico, 30 giugno 1939 – Città del Messico, 26 gennaio 2014)
[ Poeta, scrittore, saggista e traduttore messicano. Fu parte integrante della "Generazione dei '50". La sua poesia concentra l'attenzione sulla storia, sulla ciclicità del tempo, sull'universo dell'infanzia e sulla vita nel mondo moderno. ]
[ Premio Miguel de Cervantes 2009 ]
[ CLICCA QUI PER LEGGERE ALCUNE CITAZIONI DI JOSÉ EMILIO PACHECO ]











