Mary Oliver: 'Il noce nero'
Mary Oliver
Il noce nero
Mia madre e io discutiamo:
potremmo vendere
il noce nero
al boscaiolo,
e saldare il mutuo.
Probabilmente qualche tempesta
abbatterà comunque i suoi rami scuri,
distruggendo la casa. Parliamo
lentamente, due donne che cercano
in un momento difficile di essere sagge.
Le radici nei tombini della cantina,
dico, e lei risponde
che le foglie diventano più pesanti
ogni anno, e i frutti
più difficili da raccogliere.
Ma qualcosa di più luminoso del denaro
si muove nel nostro sangue, un filo
affilato e veloce come una vanga
che vuole che scaviamo e seminiamo.
Così parliamo, ma non facciamo
nulla. Quella notte sogno
i miei antenati dalla Boemia
che riempiono i campi azzurri
del fresco e generoso Ohio
con foglie, viti e frutteti.
Quello che mia madre e io sappiamo
è che strisceremmo di vergogna
nel vuoto che creeremmo
nel nostro cortile e in quello dei nostri padri.
Così il noce nero
oscilla attraverso un altro anno
di sole e venti impetuosi,
di foglie e frutti che saltano,
e, mese dopo mese, lo schiocco di frusta del mutuo.
(da 'Dodici lune', 1979)
[ FONTE ]
Mary Oliver (Maple Heights, 10 settembre 1935 – Hobe Sound, 17 gennaio 2019)
[ Poetessa statunitense, vincitrice del National Book Awards 1992 e del Premio Pulitzer 1984, è autrice di saggi e numerose raccolte poetiche che descrivono la meraviglia della natura e della vita quotidiana. ]
[ Premio Pulitzer 1984 ]











