Octavio Paz: 'Un corpo'
Octavio Paz
Un corpo
Un corpo, un corpo solo, un solo corpo
un corpo che è giorno rovesciato
e notte consumata;
la luce dei capelli
che non placa mai
l'ombra del mio tocco;
una gola, un ventre che albeggia
come il mare che si illumina
sfiorando la fronte dell'aurora;
caviglie, ponti dell'estate;
cosce notturne che affondano
nella musica verde della sera;
un petto che si solleva
e spazza via le spume;
un collo, solo un collo,
solo poche mani,
poche parole lente che scendono
come sabbia calda sulla sabbia.
Questo che mi sfugge,
acqua e scuro piacere,
mare che nasce e che muore;
queste labbra e questi denti,
questi occhi affamati,
mi spogliano di me
e la loro grazia furiosa mi innalza
fino al cielo calmo
dove vibra l'istante;
la cima dei baci,
la pienezza del mondo e le sue forme.
(da 'Sotto la tua ombra luminosa', 1937)
[ FONTE ]
Octavio Irineo Paz Lozano (Città del Messico, 31 marzo 1914 – Città del Messico, 20 aprile 1998)
[ Poeta, scrittore, saggista e diplomatico messicano, premio Nobel per la Letteratura nel 1990. Il suo mondo poetico si basa sula poesia surrealista prima e sul pensiero orientale poi per superare l'io della filosofia occidentale e compiere un discorso ininterrotto sulla poesia stessa. La sua poesia è fatta di sperimentazione e anticonformismo, un continuo mettersi in discussione del linguaggio, "lotta continua contro la significazione". ]
[ Premio Nobel 1990 ]
[ Premio Miguel de Cervantes 1981 ]











