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Venerdì 24 Nov 2017
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PoetryFrames | Le opere di Claudio Malune
  • L'Esistenzialismo romantico nella solitudine...   ( 59 articoli )

    L'Esistenzialismo romantico nella solitudine dell'astore (E-BOOK) (2010)



    # Titolo: L'Esistenzialismo romantico nella solitudine dell'astore

    # ISBN: 978-88-903119-9-4

    # Formato: E-BOOK (Libro digitale in PDF)

    # Anno: 2010

    # Pagine: 93








    PREFAZIONE


    "Abbiamo l'arte perché non muoia in noi la verità", scrisse Nietzsche: e soprattutto in questo momento storico in cui l'umanità appare gravemente minacciata dall'oltranza arrogante del potere e dalle cieche menzogne della forza, la poesia deve e può tornare a collegarsi, anzi a consustanziarsi attivamente con la verità; può e deve essere, come diceva Pasternak, "funzione organica della felicità dell'uomo".
    Ci sembra che in Claudio Malune, nella sua raccolta di poesie "Esistenzialismo Romantico", sia rappresentata da un lato la perenne lotta interiore del poeta e dell'artista coi limiti percettivi, etici e spirituali del suo io (la "siepe" leopardiana) e la dialettica feconda ma ambigua con l'io del lettore, che estetiche recenti hanno reso cooperatore ad oltranza del testo creativo; dall'altro la lotta del poeta coinvolto nella civiltà contemporanea, che comporta la volgarità invasiva e un rumore di fondo banalizzante che rischia di compromettere il delicato equilibrio "a croce" fra significante e significato della parola. È una lotta che assume valenze profonde, certamente feconda nei contenuti, perché la parola poetica di Malune serve la vita, porgendo quello specchio che nel simbolismo originario è figura non del narcisismo e della vanità, ma dell'anima stessa. In questo senso intimo e cosmico la poesia di Malune è, per usare un'espressione fisico-astronomica, il "punto di stella", ovvero il punto in cui il tempo può cambiare all'improvviso, rivelandoci una "immagine mobile dell'eternità", una funzione dell'inafferrabile e palpabile sintonia cosmica. La poesia di Malune è anche testimonianza non solo etico-spirituale, bensì, in senso lato ed etimologico, "politica" della condizione umana, infatti in questo caso, il poeta è insieme creatore e creatura del suo tempo, egli è segno "anfibio" di lode, di domanda e di contraddizione. Il fare poetico, il poiein, al suo grado massimo coincide con "essere ciò che si fa" che è "fare ciò che si è": questa è la legge stessa del mondo creato che Malune sembra voler raccontare attraverso le parole. La poesia, nel suo secretum privato e corale, può trasformare quella che Leopardi chiamava "l'esplorazione del proprio petto" (e Baudelaire "il mio cuore messo a nudo") in un viaggio salvifico al termine delle notti oscure della natura e dell'anima. È necessario però che il viaggio della poesia sia concreto, fatto di parole-cose e che non sia una fuga nella torre d'avorio o nel paradiso interiore, in una foresta di simboli soggettivi che tanto spesso ha condannato il poeta all'amore-odio verso il proprio tempo, del quale egli deve essere invece testimone lucido e appassionato. A nostro avviso, in questo senso, Malune può dirsi poeta mentre ci racconta il suo pellegrinaggio interiore, un "andare per il mondo" portando la lanterna della parola per far luce sulla realtà, trasformando quello che Marguerite Yourcenar ha chiamato "il giro della prigione" in un paradossale ma autentico libero destino.


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  • Vivi come sogno nel sonno dei miei occhi   ( 76 articoli )

    Vivi come sogno nel sonno dei miei occhi (2009)


    PREFAZIONE


    La silloge di poesie "Vivi come sogno nel sonno dei miei occhi" di Claudio Malune è un flusso cosciente in cui si alternano sensazioni forti e l'insieme dei ricordi cui attingere, silenzi da decifrare e visioni da interpretare.vivi_come_sogno
    È uno scandaglio "aperto sul tempo" che cerca di leggere nelle profondità, negli spazi in cui lo sguardo di una donna si perde nei giorni della vita, nei dolci sorrisi e nella solitudine di un momento: il meraviglioso incanto deve fare i conti con il mutare degli sguardi, il movimento delle labbra di una donna può essere una risposta che significa una vita.
    Tra malinconia ed entusiasmo, si attua quel "lasciarsi andare ad un flusso" quasi in un romantico, eppur sofferto, fantasticare che ritrova la poesia per dissetare i pensieri che si incontrano, per ritrovare un equilibrio, un desiderio che completi il proprio "essere" dopo il tempo vissuto in "equilibrio sospeso".
    Le parole, a volte, non servono, contano i gesti d'amore, quel perdersi nella dolcezza, quel "respirarsi dentro" come "scoprirsi a vivere coinvolto dall'esistere" per ritrovare qualcosa su cui ricostruire il desiderio e la volontà, per abbandonare l'angoscia dei "pomeriggi invernali".
    Un sognatore in un teatro di rimpianti, nel momento del massimo abbandono, tra "l'inquietudine dell'addio e il sollievo della destinazione": quando è possibile percepire la notte negli sguardi di una donna, la voce che non si sente, sentire i due corpi che si ascoltano, immersi nella penombra di un sogno quando "si può volare stando fermi". Il valore dell'amore si capirà solo dopo l'ultima parola del romanzo, intensamente vissuto, "fra mille baci e mille silenzi".
    E infine, nelle liriche di Claudio Malune, emerge chiaramente il "gusto del sentirsi vivo", nel sereno riflusso, nelle sensazioni sopite, nello scintillio continuo della condizione d'un uomo che sente "nuove luci alle spalle", seppur "perduto/amato/fiero e ardito": nella mente il "valore delle parole" e l'importanza di poter trovare "ogni risposta" nello "sfiorar di inconsci" con la consapevolezza che "l'amore è una benedizione".
    Nel percorso poetico di Claudio Malune, sempre attento a cogliere i dettagli e le vibrazioni, gli "anni-luce sono i secondi terrestri" a contatto con la bocca della donna amata: il limite della comprensione, lo sguardo "aperto sul tempo", il desiderio di percepire l'invisibile in una dimensione che oltrepassi il "rimpianto".
    Il destino è una "pista da seguire ciecamente/in un infame/deserto/illuminato/a notte" e, nell'ultima visione simbolica, le parole di Claudio Malune diventano ancor più penetranti e indagatrici "ci vorrebbero più specchi/in cui riflettersi/e percepire le cose meno ovvie": ed è proprio in questa constatazione che si ritrova il "modo di scoprire l'esistenza", quel "rinnovato concepimento di versi" che rende attuabile la visione lirica.


    (Prefazione a cura di: Massimo Barile)

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  • Da qui si passa per amore della quintessenza   ( 51 articoli )

    Da qui si passa per amore della quintessenza (2008)


    PREFAZIONE

     

    "Da qui si passa per amore della quintessenza" è una raccolta di versi dove tumulti di coscienza, sospiri sospinti e taciuti ed infinite dolcezze si rincorrono ordinati in un ballo rotondo che non ha sosta e non conosce stanchezza: la vita dell'autore, Claudio Malune.

    Da-qui-si-passaNelle sue parole, efficaci ma al tempo stesso inafferrabili ed effimere come il solo scrivere e pansar d'Amore può essere, si uniscono in ricercate armonie bellezze che hanno visi di donna, sapore di vento e profumi inodori -In faccia ho il profumo del pianto,

    lo inspiro, sicuro della tua voce e della notte- che solo il cuore riesce a percepire.

    La natura non è solo teatro di commedianti e sentimenti ma è co-protagonista nelle liriche dell'autore; offre spunto per delicate similitudini -bella e inarrivabile,

    come l'angelo che posa la sua spada per soffiarti la buonanotte e l'acqua dolce del fiume

    che scappa via dal suo letto per abbandonarsi alla salsedine del mare- e nel contempo si presta come portavoce di malinconiche amarezze -L'acqua è triste. È affranta, dolente:

    nessuno viene più a piangere nella scogliera-.

    Le sensazioni si contrappongono parallele -le persone son fatte per amarsi ed odiare,

    odiarsi ed amare- e viaggiano nella consapevolezza che amare rappresenti urgenza ed esigenza a cui ci si arrende e da cui, in qualche modo, si dipende -io sono il colore dei tuoi occhi quando i tuoi occhi cessano di rassegnarsi. Io sono l'espressione,

    l'essenza che t'ama e a cui non puoi rinunciare- ma che promette sempre un minimo di delusione, di dolore, quasi che il bene trovi completezza empirica nel male, suo complice antagonista -chi s'innamora lo sa che prima o poi dovrà raccoglierne

    gli affamanti disaccordi-.

    Le parole lasciano spesso spazio ad immagini, quasi dipinti mobili -Guardo dove i gelsomini dan l'asilo alle crisalidi prima del mutamento, e vorrei non aver bisogno di te per viverne, senz'ali, il sospirante tormento- che immettono il lettore direttamente nella vita dell'autore creando un clima di partecipazione-reazione unico e senza filtro cartaceo;

    persino il timore di non ricordare abbastanza, di non imprimere a sufficienza nella memoria ciò che si è vissuto -libro su quei passi, i tuoi, quelli che ancora devi contare,

    imprimere; seguendone il verso temo di non riuscire a tenerli a memoria- è una molla comune che tende a far sì che ci si immedesimi completamente nella narrazione poetica fino a perdersi nel bucolico clima creato magistralmente dall'autore.

    Un sognatore d'altri tempi, un appassionato dell'amore in tutte le sue forme: Claudio Malune dimostra con quest'opera una rinnovata maturità di scrittura creativa ed allegorica, ma ancor più la capacità di confezionare liriche fresche, attuali eppure senza tempo.


    (Prefazione a cura di: Virginia Pais)


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  • La Verla mi sedusse corteggiandomi nel roveto   ( 50 articoli )

    La Verla mi sedusse corteggiandomi nel roveto (2007)


    PREFAZIONE


    La poesia di Claudio Malune è un inno al paesaggio, alla natura come fonteinesauribile di ispirazione, come somma di elementi che meglio di qualsiasi altro dato reale possono personificare i sentimenti e i desideri, le memorie, i sogni e le impressioni di un Io lirico in continuo divenire. La_verlaA tratti questa raccolta assume i toni diaristici di una confessione, di una lunga lettera d'amore destinata a chi può risolvere l'enigma, a chi conosce il codice per decifrare i tanti sospiri e le tante llusioni ad un tempo e ad un luogo perfetto, che forse appartiene al passato. La versificazione di Claudio Malune è lieve, leggera come piuma, e accenna all'amore senza mai sciuparlo, esaurirlo. L'autore talvolta tiene sospesi i suoi desideri in un limbo di necessaria irrealizzabilità, è così che il sogno si confonde con la realtà, l'ormai trascorso con ciò che ancora deve accadere. Egli in queste pagine costruisce altresì, parola dopo parola, il suo personale "giardino sentimentale", in cui ognielemento è scelto con cura e i cicli delle stagioni rappresentano il ciclico reiterarsi dell'esperienza, come la sua primavera (speranza, slancio, promessa) che non conosce confini di sorta, che non si esaurisce con il trascorrere dei giorni:

    Leggi tutta la prefazione


  • Il profumo dell'olio dei pini (E-BOOK)   ( 0 articoli )

    Il profumo dell'olio dei pini (E-BOOK) (2010)



    # Titolo: Il profumo dell'olio dei pini

    # ISBN: 978-88-903119-5-6

    # Formato: E-BOOK (Libro digitale in PDF)

    # Anno: 2010

    # Pagine: 121








    PREFAZIONE


    Da dove si comincia, quando si è desiderosi di parlare delle proprie passioni? Probabilmente dal posto più lontano a cui questa passione è fermamente legata. Dico Poesia e tutto si quieta! Tutto si disgrega e tutto si ricompone pensando alle innumerevoli variazioni del caso. E’ irrazionale? Non meno di una camminata a piedi nudi su un cerchio d’acqua, o non meno di una fotografia lasciataci in custodia dal volgere degli appetiti di un tramonto primaverile. E’ strano.. Irrazionale, appunto.. Penso che se dovessi, per gioco, riportare i miei istinti all’esatto momento in cui collocare l’esplosione di tale fermento creativo, beh, per scherzoso slancio d’ardore direi con certezza che quel momento è impresso nel miracolo materno della mia nascita! Per scherzo, ma forse neanche tanto, perché è affascinante pensare che tutto abbia avuto inizio, incondizionatamente, nell’attimo più puro che Madre Natura possa offrire all’uomo! Cosa spinge un ragazzo (20 luglio ’80, quasi un’eternità..) a chiudere gli occhi speranzosi e aprirli, mille volte al giorno, tutti i giorni, per confrontarsi con l’ineluttabile sconfinamento del tempo che si fa strada sporgendo dalle nostre preziose, incalcolabili vite? Il distacco da essa? Il pensiero che tutto è lì, circonciso, flebile e sfuggente? L’attesa dell’essere, il rimpianto delle cose,l ’amore per esse? Ogni cosa è di passaggio nell’immediato nostro ricordo, e ogni lampo che ci sembra perduto o passato frettolosamente dinnanzi è meritevole di un’attenzione costante e sincera. Scrivere è questo: disfarsi di un peso che sembra indicibile, fuori dagli schemi, introverso, e che pure è un leggero, plasmabile tassello decoroso di un’esistenza degna e rea di essere vissuta. La notte, il mare, la nostalgia, la ricerca. Sono alcune delle armi che sfoderiamo nel delicato “equivoco” qual è la vita, nostro veicolo dorato a cui esser grati, fieri del poterci soffermare e godere degli spazi e delle riflessioni del mondo, il nostro, che pare semplice eppure non lo dice, che pare inerme eppure corre, scalpita, fugge pur di poter essere rincorso e farsi raccontare. Le nostre storie, le mie, sono decorate con l’equilibrio impalpabile di un torrente fremente di parole. Fermarlo sarebbe greve, quel torrente; lo spezzare di un sogno che si nutre di sensazioni quotidiane e alchimie da sognatori, da puristi dell’imprevedibile. Il torrente sfocia dove finiscono le radianti costellazioni del pensiero, e senza fine ci conduce al margine di quello che siamo. Di quello che sono: un ragazzo che scrive per comunicare se stesso alle persone che amano ascoltarlo. E qui la domanda non può che venire spontanea: da dove si comincia, quando si desidera parlare e spiegare con attendibilità delle proprie amate passioni? Senza dubbio da molto, molto lontano… Da quel posto in cui giacciono le ramificazioni più crepuscolari e meditate dell’inconscio. Da quel posto che ci ricompone rendendoci ogni volta mutati eppure sempre incredibilmente uguali a noi stessi. Il nostro spirito.


    (Claudio Malune)


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    # CONSULTA LE POESIE SU "IL PROFUMO DELL'OLIO DEI PINI" (VERSIONE CARTACEA) #

  • Il profumo dell'olio dei pini   ( 103 articoli )

    Il profumo dell'olio dei pini (2006)


    PREFAZIONE


    Soltanto attraverso la poesia si riesce ad esternare gli stati d'animo più intimi, i sentimenti più reconditi. Quando la poesia "detta dentro", con impulsi profondi, irrompe come un fiume impetuoso.

    il_profumoE' quello che accade ai poeti ed è quello che è accaduto anche a Claudio Malune.

    I tumulti dell'anima, siano essi causati da momenti di dolcezza o di dolore, premono spesso per venire alla luce sotto forma di versi che l'animo sensibile traduce in delicate elegie che conquistano chi la poesia sa intendere.

    E così, dalle pieghe più profonde dello spirito, il poeta sprigiona i suoi versi, li rende armoniosi, creando immagini sfaccettate e regalando sensazioni forti a chi ha la sensibilità di percepirle. Dico sensibilità, perché la lirica non è quasi mai frutto della ragione, ma è qualcosa che travalica l'Io razionale per porsi su un piano diverso dove il sentimento suggerisce i versi più belli a seconda delle sensazioni che il poeta prova. Così nasce la poesia, ispirata dalla gioia o dal dolore, che è poi lo stesso sentimento che spinge Claudio a formulare i suoi versi creando elegie compiute e armoniose.

    Considerando la sua giovane età e la sua copiosa produzione in meno di due anni ( 2004-2005 ), un arco di tempo abbastanza breve, risulta arduo stabilire criticamente le sue fasi evolutive come si potrebbe fare con un poeta maturo che scrive da decenni, dal quale possono trasparire facilmente le mutazioni avvenute nella sua arte. Questo però non sminuisce le liriche di Claudio il quale, proprio per la sua giovane età e l'irruenza dei suoi versi, rivela una vis poetica non facilmente riscontrabile nei giovani d'oggi, immersi in un mondo d'immagini che poco spazio lasciano al sentimento. I suoi versi sono duttili, sciolti, e colpiscono per i momenti magici vissuti intensamente e trasmessi con immediatezza. Sono poesie d'amore, cariche di suggestioni, tipiche del poeta che riesce a dare particolari cromie al senso della vita.

    Attraverso i sentieri della poesia egli trasmette i suoi sogni e le sue aspirazioni. Una delle funzioni del poeta è, infatti, proprio quella di aiutare a superare il peso del quotidiano. Quando la poesia assolve a questo compito può essere considerata valida, specie se trasmette un messaggio di speranza in un mondo migliore o se sublima, come fa Claudio, il sentimento più dolce che l'uomo cerca perennemente di conquistare: l'amore.

    L'autore di questa raccolta ama la vita e riesce a raccogliere le cose belle che questa può offrire, pur non ignorando i momenti di tristezza che ineluttabilmente ne segnano il cammino. Così, in un gioco di luci e ombre, di sogno e realtà, di fantasia e sentimento, si dipanano i versi vivi e palpitanti di questo giovane poeta.


    (Prefazione a cura di: Dolores Turchi)


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