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Sabato 25 Set 2021
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Amanda Gorman: 'La collina su cui saliamo'

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Amanda Gorman

La collina su cui saliamo



Viene il giorno in cui ci domandiamo: dove troveremo la luce in questa tenebra infinita?

Il lutto dentro di noi. Un mare da attraversare.

Abbiamo sfidato il ventre della bestia.

Abbiamo imparato che la tranquillità non sempre è pace, e che le norme e le nozioni di ciò che è "giusto" non sempre sono giustizia.

E tuttavia l'alba è sorta prima che ce ne accorgessimo.

In un modo o nell'altro, eccoci qui.

In un modo o nell'altro sosteniamo e testimoniamo una nazione che non è spezzata, ma soltanto incompleta.

Noi, gli eredi di un paese e di un tempo in cui una minuta ragazzina nera, discendenti di schiavi e cresciuta dalla sola madre, può sognare di diventare presidente e intanto ritrovarsi a recitare davanti a un altro presidente.

E sì, siamo tutt'altro che rifiniti, tutt'altro che intatti, ma questo non significa che stiamo anelando a un'unione che sia perfetta.

Aneliamo forgiare la nostra unione dandole uno scopo.

Per dare vita a un paese che abbia a cuore ogni cultura, ogni colore, ogni carattere e condizione umani.

Ed è così che alziamo lo sguardo, per guardare non ciò che si frappone tra noi, ma ciò che sta di fronte a noi.

Superiamo le divisioni perché sappiamo che, per mettere il futuro al primo posto, dobbiamo anzitutto mettere da parte le nostre differenze.

Deponiamo le armi per poterci abbracciare.

Non vogliamo agonia per nessuno, ma armonia per tutti.

Facciamo in modo che il mondo, se non altro, dica che è vero.

Che abbiamo pianto, ma siamo cresciuti.

Che abbiamo sofferto, ma abbiamo sperato.

Che siamo stati stanchi, ma ci abbiamo provato.

Che saremo sempre uniti tra noi, vittoriosi.

Non perché non conosceremo più la sconfitta, ma perché non semineremo più discordia.

Le Scritture ci dicono di sognare un mondo in cui ciascuno possa sedere all'ombra della vigna e del fico, senza più avere paura.

Se vogliamo essere all'altezza del nostro tempo, allora dobbiamo fare in modo che la vittoria non venga dalla spada, ma dai ponti che costruiamo.

Questa è la promessa da celebrare, è la collina su cui saliamo, se solo ne abbiamo il coraggio.

Perché essere americani è molto più dell'orgoglio che abbiamo ereditati.

È il passato che attraversiamo, è il modo in cui ce ne prendiamo cura.

Abbiamo visto una forza capace di mandare in pezzi la nostra nazione, anziché permetterci di condividerla.

Capace di distruggere il nostro paese se adoperata per ostacolare la democrazia.

E poco è mancato che questo tentativo riuscisse.

La democrazia può essere ostacolata, di tanto in tanto, ma non può essere sconfitta per sempre.

In questa verità, in questa fede che ci sostiene, adesso volgiamo gli occhi verso il futuro, mentre la storia tiene gli occhi fissi su di noi.

Questa è l'era del giusto riscatto.

Ne abbiamo temuto l'avvento.

Non ci sentiamo pronti a essere gli eredi di un'ora così terribile.

Ma è qui che troviamo il potere per scrivere un nuovo capitolo, per offrire speranza e risate a noi stessi.

Dunque, se una volta ci domandavano come saremmo sopravvissuti alla catastrofe, ora dichiariamo che in nessun modo la catastrofe avrebbe potuto prevalere su di noi.

Non retrocederemo a quel che è stato, ma procederemo verso quel che sarà: un paese ammaccato ma intero, benevolente ma prode, fiero e libero.

Non ci lasceremo distogliere o intralciare dalle intimidazioni.

Ci faremo carico dei nostri errori.

Ma una cosa è certa.

Se uniremo la misericordia alla forza, e la forza alla giustizia, allora l'amore sarà il nostro lascito e darà ai nostri figli un nuovo diritto di nascita.

Su, lasciamo dietro di noi un paese migliore di quello che ci è stato lasciato.

Con ogni respiro del mio petto scolpito nel bronzo, trasformeremo questo mondo ferito in un mondo felice.

Sorgeremo dalle colline dorate dell'Ovest.

Sorgeremo dal Nordest sferzato dal vento, dove i nostri antenati per primi misero a segno la rivoluzione.

Sorgeremo dalle città del Midwest, affacciate sui laghi.

Sorgeremo dal Sud inondato di sole.

Ricostruiremo, ci riconcilieremo, guariremo insieme. E da ogni angolo della nazione, da ogni parte del paese, il nostro popolo così magnifico e vario riemergerà, malconcio e magnifico.

Viene il giorno in cui usciamo dall'ombra e dal fuoco, ne usciamo senza paura.

L'alba nuova è come un pallone che sale mentre lo lasciamo libero.

Perché c'è sempre luce, se solo abbiamo il coraggio di vederla.

Se solo abbiamo il coraggio di essere luce.


***

The Hill We Climb


When day comes we ask ourselves,
where can we find light in this never-ending shade?
The loss we carry,
a sea we must wade
We've braved the belly of the beast
We've learned that quiet isn't always peace
And the norms and notions
of what just is
Isn't always just-ice
And yet the dawn is ours
before we knew it
Somehow we do it
Somehow we've weathered and witnessed
a nation that isn't broken
but simply unfinished
We the successors of a country and a time
Where a skinny Black girl
descended from slaves and raised by a single mother
can dream of becoming president
only to find herself reciting for one
And yes we are far from polished
far from pristine
but that doesn't mean we are
striving to form a union that is perfect
We are striving to forge a union with purpose
To compose a country committed to all cultures, colors, characters and
conditions of man
And so we lift our gazes not to what stands between us
but what stands before us
We close the divide because we know, to put our future first,
we must first put our differences aside
We lay down our arms
so we can reach out our arms
to one another
We seek harm to none and harmony for all
Let the globe, if nothing else, say this is true:
That even as we grieved, we grew
That even as we hurt, we hoped
That even as we tired, we tried
That we'll forever be tied together, victorious
Not because we will never again know defeat
but because we will never again sow division
Scripture tells us to envision
that everyone shall sit under their own vine and fig tree
And no one shall make them afraid
If we're to live up to our own time
Then victory won't lie in the blade
But in all the bridges we've made
That is the promised glade
The hill we climb
If only we dare
It's because being American is more than a pride we inherit,
it's the past we step into
and how we repair it
We've seen a force that would shatter our nation
rather than share it
Would destroy our country if it meant delaying democracy
And this effort very nearly succeeded
But while democracy can be periodically delayed
it can never be permanently defeated
In this truth
in this faith we trust
For while we have our eyes on the future
history has its eyes on us
This is the era of just redemption
We feared at its inception
We did not feel prepared to be the heirs
of such a terrifying hour
but within it we found the power
to author a new chapter
To offer hope and laughter to ourselves
So while once we asked,
how could we possibly prevail over catastrophe?
Now we assert
How could catastrophe possibly prevail over us?
We will not march back to what was
but move to what shall be
A country that is bruised but whole,
benevolent but bold,
fierce and free
We will not be turned around
or interrupted by intimidation
because we know our inaction and inertia
will be the inheritance of the next generation
Our blunders become their burdens
But one thing is certain:
If we merge mercy with might,
and might with right,
then love becomes our legacy
and change our children's birthright
So let us leave behind a country
better than the one we were left with
Every breath from my bronze-pounded chest,
we will raise this wounded world into a wondrous one
We will rise from the gold-limbed hills of the west,
we will rise from the windswept northeast
where our forefathers first realized revolution
We will rise from the lake-rimmed cities of the midwestern states,
we will rise from the sunbaked south
We will rebuild, reconcile and recover
and every known nook of our nation and
every corner called our country,
our people diverse and beautiful will emerge,
battered and beautiful
When day comes we step out of the shade,
aflame and unafraid
The new dawn blooms as we free it
For there is always light,
if only we're brave enough to see it
If only we're brave enough to be it


(Poesia scritta fra il 30 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021)


[ FONTE ]


Amanda S. C. Gorman (Los Angeles, 7 marzo 1998)

[ Poetessa e attivista statunitense. I suoi lavori trattano in particolare i temi dell'oppressione, il femminismo, il razzismo, l'emarginazione e la diaspora africana. Nel 2015 ha pubblicato il libro di poesie "The One for Whom Food Is Not Enough ". Nel 2017 è stata la prima vincitrice del titolo di National Youth Poet Laureate, che premia il migliore giovane talento nel campo della poesia degli Stati Uniti. Nel 2021 è stata scelta per leggere la sua poesia "The Hill We Climb" in occasione della cerimonia di insediamento del nuovo presidente americano Joe Biden. ]

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