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Sabato 24 Ott 2020
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Antonia Pozzi: 'Nel Duomo'

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Antonia Pozzi

Nel Duomo



Sospingo una delle grevi porte
e mi cade alle spalle
la furia del meriggio ventoso.
A lenti passi m'inoltro,
bevendo l'ombra improvvisa
in lunghi battiti
delle palpebre stanche:
suonano i passi come morte cose
scagliate dentro un'acqua tranquilla
che in tremulo affanno rifletta
da riva a riva
l'eco cupo del tonfo.
Remiga la tristezza ad ancorarsi
in golfi arcani
d'oscurità profonde;
remiga per un mare favoloso,
ove sono i pilastri
tronchi d'una subacquea pineta,
viva e fitta così
per lontananze senza confine...

Brucia nella tenebra
una lucente siepe di ceri:
gli occhi vi si fissano
subitamente
e l'anima discende
dalle sperdute immensità
chiudendosi
in un nodo di fiamme.
Dinnanzi alla tremante fioritura
che chissà qual divino alito
inclina
verso il sorriso di un'antica madonna,
è immoto un bimbo.
Guarda, il piccolo, assorto,
e certo vede
nella cappella accesa
uno stupendo albero di Natale,
a cui siano fronde
le diafane dita dei ceri.
Certo sogna, il bambino,
che sian tutti balocchi
i rozzi vetri sanguigni
in cui esita un pallido lume...
Gli sbocca nei grandi occhi intenti
la piccola vita
e tutta si allarga
nella celeste immensità del sogno.
Sfocia così il tumulto
d'ogni mio male
nel riposo di un'estasi
senza confine
e l'anima ritrova la sua pace,
come un folle balzo di acque
che si plachi, incontrando
la suprema quiete del mare.


Milano, 3 marzo 1931


(da 'Parole', Mondadori, 1939)


[ FONTE ]


Antonia Pozzi (Milano, 13 febbraio 1912 – Milano, 3 dicembre 1938)

[ Poetessa italiana. Laureatasi in Filologia con una tesi su Gustave Flaubert, si tolse la vita dopo una contrastata storia d'amore. Il suo diario poetico "Parole " fu pubblicato postumo, nel 1939: composto a partire dai diciassette anni, riflette un'amara e inquieta sensibilità in cui si avverte l'influsso della lirica di Rainer Maria Rilke. ]


[ CLICCA QUI PER LEGGERE ALCUNE CITAZIONI DI ANTONIA POZZI ]

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