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Domenica 17 Ott 2021
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Stefano Benni: 'Ingorgo d'amore'

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Stefano Benni

Ingorgo d'amore



Nel serpente di metallo che si snoda da Rimini a Bologna-Panigale,
vite disperse in una lunga coda, ci unì il destino nell'ingorgo autostradale.
Ti vidi là su un'auto un po' ammaccata, sepolta tra valigie e damigiane,
boccheggiante, bellissima, sudata, tra due bambini, un salvagente e un cane.
Tu nella fila interna, io in quella esterna, noi paralleli restammo bloccati,
tu all'ombra antica di un'autocisterna, io tra famiglie di belgi rosolati.
E mi chiedesti: "Scusi, può vedere questa dannata fila dove arriva?
Neanche lo sportello posso aprire... Son prigioniera qui, murata viva!"

Ed io lo intesi, prigioniera eri non della macchina ma della tua vita.
Ed io lo intesi, prigioniera eri, della tua vita senza più desideri...

Le ore passarono sotto il sole rovente. Io ti offrii dei biscotti sbriciolati.
Dividemmo una birra incandescente. I bambini dormivano spossati...
Tu mi dicesti: "La vita è un istante! Si parte, ed è già l'ora di tornare,
e un tergicristallo va incessante su e giù le nostre lacrime a lavare..."
Leggemmo insieme la Guida del Turista e tremò la sua voce quando disse:
"A sei chilometri, Motel Bellavista..." Galeotto fu il libro, e chi lo scrisse!
Calò il tramonto sui cofani infuocati, da un autoradio suonava dolce un piano.
Dai finestrini nostri allineati, la mia mano si unì con la sua mano...

E nell'ingorgo sola cosa in movimento, la bocca mia si avvicinò alla sua.
E nell'ingorgo sola cosa in movimento, la bocca mia e la sua
in un breve, fatal, tamponamento...

Ma un frastuono l'incanto ci spezzò. Un urlo! La fila si era mossa...
Un tornado di clacson risuonò e dei motori annunciò la riscossa.
E così disperato io ti guardai sfuggirmi nella fila poco avanti,
e poco dopo io ti riaffiancai, per perderti dopo pochi istanti...
Per cento volte ti ho perduta amore, cento ti ritrovai nel serpentone,
e ogni volta mi si spezzava il cuore, e ogni volta si imballava la frizione!
Finché mi salutasti con la mano, nel lento gorgo trascinata via,
uscisti dal casello di Milano, e dal casello della vita mia...

Scese la notte e accese tutti i fari, ma dentro di me tutto si era spento:
sogni, speranze, gioie, desideri... e per ultimo si spense l'avviamento!

E mi trovò sulla strada la mattina, solo, senza più amore.
E mi trovo sulla strada la mattina, solo, senza più amore...
e senza più benzina!


[ FONTE ]


Stefano Benni (Bologna, 12 agosto 1947)

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