• default style
  • blue style
  • green style
  • red style
  • orange style
Martedì 19 Gen 2021
You are here: Home Raccolte Poetiche Poesie Tradotte in Sardo Marina Cvetaeva: 'Alla povera mia fragilità'
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Marina Cvetaeva: 'Alla povera mia fragilità'

Stampa PDF

Marina Cvetaeva

Alla povera mia fragilità


Alla povera mia fragilità
tu guardi senza dire una parola.
Tu sei di marmo, ma io canto,
tu - statua, ma io - volo.

So bene che una dolce primavera
agli occhi dell'Eterno - è un niente.
Ma sono un uccello, non te la prendere
se è leggera la legge che mi governa.


(da 'Scusate l'amore. Poesie 1915-1925', Passigli, 2013 – Traduzione di Marilena Rea)


[ FONTE ]


Marina Ivanovna Cvetaeva (Mosca, 8 ottobre 1892 - Elabuga, 31 agosto 1941)

[ Poetessa e scrittrice russa. Divenuta una delle migliori voci del Simbolismo russo, fu invisa al regime stalinista. Esule a Berlino e Parigi, tornò in patria nel 1939 alla ricerca del marito, fucilato dall'NKVD e della figlia, prigioniera in un campo di lavoro. Disperata e isolata, si uccise nel 1941. ]

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione proprio. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” ed attribuibili a Facebook, Twitter, Pinterest, Google, etc. Se accedi ad un qualunque elemento sottostante o chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie, in genere e nel sito e, sapere come disabilitarne l’uso, leggi l'Informativa sull’uso dei Cookie. Informativa Privacy e uso Cookie.

Accetto i Cookie da questo sito.

EU Cookie Information