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Giovedì 08 Dic 2022
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Alfonso Gatto: 'Il racconto'

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Alfonso Gatto

Il racconto



Kappler-faccia tagliata venne per testimone
a raccontarci il massacro.
Si disse fanatico e sacro
nella sua grande fatica
d'abbattere ostaggi, un portone
di buio aperto dai fari
la cava di Roma antica.

Su quel trofeo di vendetta
- sempre più deboli i forti
ciechi nel giallo alone
del tufo in polvere - in vetta
lui solo a sparare per tutti
i carnefici arresi all'orrore,
lui solo totale furore
di mazza sugli innocenti.
E tacquero i venti,
il silenzio non era del mondo
ma di quel sangue assetato.

Kappler-faccia tagliata parlava in tedesco,
il pubblico zitto
l'interprete muto.
Nessuno guardava più in giro,
tutti fissi in un punto, quel punto:
Kesselring, il viso compunto
nell'ordine, il fatto compiuto.
E nulla andò perduto
di quelle parole, io non le riesco
a staccare da me - e non da me, ma dal fitto
del petto con cui le respiro.
Blut diceva il sangue e tu-fo il tufo come noi,
mostrando fra le sue dita
la gialla arenaria che frana
su quella morte impaurita,
sulla giustizia vana
che lascia parole.

All'Appia antica se il sole
rallegra la via
e s'odono i passi perduti
dei morti cristiani,
ricorda gli eterni minuti
di questo supplizio. Domani
i giusti saranno con noi
nel tempo che i morti non hanno.
Or la pietà dell'inganno
vi chiude le tombe già aperte
perché la morte vi opprima
col peso di tutte le offerte,
col senno di poi.
Per altri innocenti, per altro furore
s'accenda la prima
la stessa parola d'amore
che ci fu tolta: domani.


(da 'La storia delle vittime', Mondadori, 1966)


[ FONTE ]


Alfonso Gatto (Salerno, 17 luglio 1909 – Orbetello, 8 marzo 1976)

[ Poeta e scrittore italiano. Ermetico, ma di confine, giornalista e pittore, insegnante di Letteratura all'Accademia di Belle Arti, collaboratore di "Campo di Marte", la sua poesia è caratterizzata da un senso di morte che si intreccia al vivere. ]

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