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Sabato 21 Set 2019
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Joe Rosenthal: 'U.S. Marines raising the flag on Iwo Jima' [1945]

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'U.S. Marines raising the flag on Iwo Jima' [1945], di Joe Rosenthal




NOTE:

Sicuramente molti di noi conoscono la fotografia in questione, ma non il nome dell'autore e la storia di questa fotografia simbolo della Seconda Guerra Mondiale.

Joe Rosenthal (Washington D.C., 9 ottobre 1911 – Novato, California, 20 agosto 2006) è stato un fotografo statunitense, ricevette il Premio Pulitzer per questa famosa fotografia, scattata durante la battaglia di Iwo Jima, [Iwo Jima ("Isola dello zolfo" in giapponese) è una delle isole Ogasawara a circa 1.080 km a sud di Tokyo, 1.130 km a nord di Guam ed a circa mezza strada tra Tokyo e Saipan] nella quale sei marine alzano una bandiera americana per segnalare la conquista di un crinale del monte che dominava l'isola.
I sei marine in questione erano Rene Gagnon, Michael Strank, Harlon Block, Ira Hayes, Franklin Sousley e John Bradley.

Non se n'era neppure accorto di aver scattato la foto che per gli americani sarebbe diventata il simbolo della Seconda Guerra Mondiale:
«Quando qualche giorno dopo un collega mi fece i complimenti, pensavo che si riferisse ad un'altra immagine».

Rosenthal era nato a Washington nel 1911 e aveva cominciato a scattare foto per hobby.
Durante la Grande Depressione si era trasferito a San Francisco, dove la Newspaper Enterprise Association gli aveva dato un lavoro. Poco dopo il San Francisco News lo aveva assunto come fotoreporter: «Mi diedero una scatola nera e mi dissero: pensa solo a puntare il lato dove ci sono le lenti verso il soggetto, e fai clic. Poi noi ti diremo cosa combini giusto e cosa sbagli». Evidentemente Joe se la cavava, perché durante la Seconda Guerra Mondiale l'agenzia Associated Press lo aveva assunto e spedito al fronte. Così il 19 febbraio 1945 Rosenthal era sbarcato sull'isola di Iwo Jima insieme ai 30.000 marines incaricati di conquistarla, perché serviva come testa di ponte per un eventuale invasione del Giappone.
Ci vollero cinque settimane di battaglia e 6.800 soldati americani morti, ma alla fine l'obiettivo venne raggiunto.
Il momento che sarebbe passato alla storia, però, era avvenuto appena quattro giorni dopo lo sbarco, quando i marines avevano preso il monte Suribachi, punto più alto dell'isola. «All'inizio - raccontava Rosenthal - non volevo neppure salire, perché mi avevano detto che la bandiera a stelle e strisce era stata già alzata. Poi, però, decisi di andare lo stesso». Nel resto della sua vita, Joe non avrebbe mai fatto un'altra scelta più fortunata e importante. «Una volta in cima, vidi con la coda dell'occhio che i marines stavano sostituendo la prima bandiera, giudicata troppo piccola, con una più grande. Puntai la macchina e scattai». Venne una foto da premio Pulitzer, che è diventata il simbolo americano della guerra e della vittoria.

L'autenticità della fotografia è stata spesso e volentieri messa in discussione, molti autori sostengono che sia stata costruita a tavolino, mettendo in posa in soldati, mentre altri la ritengono autentica al 100%, altri ancora sostengono che qaundo arrivò Joe Rosenthal, la bandiera già andeggiava al vento e il reporter fece rifare la scena con una bandiera più grande: questa diventa la fotografia ufficiale. Joe Rosenthal non aveva creato di sana pianta la scena, ma l'aveva semplicemente rifatta.

Per anni Rosenthal è stato accusato di aver costruito l'immagine, ma fino alla morte si è difeso così: «Se ci avessi provato, l'avrei rovinata».

In 'Verità storiche e fotografiche' Ernesto Fantozzi descrive così la storia di questa famosa fotografia:
«Rosenthal decise allora di fare delle riprese portandosi ad una distanza di una decina di metri e regolando la sua Speed Graphic ad 1/400, f 8/11.
Alla sua destra, a non più di un metro, si trovava il sergente Genaust in azione con cinepresa 16 mm. caricata con pellicola Kodachrome.
Rosenthal fece tre istantanee.
La prima, quella notissima dell’alzabandiera (quasi sovrapponibile ad un fotogramma della pellicola di Genaust);
la seconda riprendeva il consolidamento della base dell’asta;
la terza, questa sì messa in posa, mostrava il gruppo dei marines che esultava sotto lo stendardo a stelle e strisce.

Delle tre, ultima era quella che Rosenthal riteneva la migliore così quando, trascorsi nove giorni, rientrò alla sua base di Guam e ricevette i complimenti di un collega che gli chiese se la sua foto, già diffusissima e famosa in tutti gli stati Uniti, fosse il risultato di una posa; egli, credendo che si trattasse di quella coi marines che esultavano, rispose affermativamente.
Da quel momento nasce l’equivoco che la sua celeberrima foto fosse un falso. Invece la presa era autentica, soltanto non era quella del momento storico che fissa il primo alzabandiera.»

E' un'immagine perfetta, quella scattata da Rosenthal, per il pubblico statunitense ansioso di successi sul campo di battaglia e sempre pronto a celebrare le proprie vittorie.

L'immagine servì da modello al Memoriale di Iwo Jima, vicino al cimitero nazionale di Arlington in Virginia, e ispirò film (tra cui 'Flags Of Our Fathers', 2006, di Clint Eastwood), poster e francobolli e decine di iniziative patriottiche.


[ FONTE ]



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Immagine tratta dal film "Flags Of Our Fathers", 2006, di Clint Eastwood


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Immagine tratta dal film "Lettere Da Iwo Jima", 2006, di Clint Eastwood


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