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Lunedì 25 Ott 2021
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Salvatore Quasimodo: 'Vento a Tìndari'

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Salvatore Quasimodo

Vento a Tìndari



Tìndari, mite ti so
Fra larghi colli pensile sull'acque
Delle isole dolci del dio,
oggi m'assali
e ti chini in cuore.

Salgo vertici aerei precipizi,
assorto al vento dei pini,
e la brigata che lieve m'accompagna
s'allontana nell'aria,
onda di suoni e amore,
e tu mi prendi
da cui male mi trassi
e paure d'ombre e di silenzi,
rifugi di dolcezze un tempo assidue
e morte d'anima

A te ignota è la terra
Ove ogni giorno affondo
E segrete sillabe nutro:
altra luce ti sfoglia sopra i vetri
nella veste notturna,
e gioia non mia riposa
sul tuo grembo.

Aspro è l'esilio,
e la ricerca che chiudevo in te
d'armonia oggi si muta
in ansia precoce di morire;
e ogni amore è schermo alla tristezza,
tacito passo al buio
dove mi hai posto
amaro pane a rompere.

Tìndari serena torna;
soave amico mi desta
che mi sporga nel cielo da una rupe
e io fingo timore a chi non sa
che vento profondo m'ha cercato.


(da 'Acque e terre', 1930)


[ FONTE ]


Salvatore Quasimodo (Modica, 20 agosto 1901 – Napoli, 14 giugno 1968)


[ Premio Nobel 1959 ]


[ CLICCA QUI PER LEGGERE ALCUNE CITAZIONI DI SALVATORE QUASIMODO ]

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