Jorge Enrique Adoum: 'It was the lark, insetto, No nightingale'
Jorge Enrique Adoum
It was the lark, insetto, No nightingale*
Non è facile innestarmi su di te, mia carissima.
Mi rendo conto che era una risata, non un colpo di tosse,
quello che ti ho detto, e devo disincantare le cose
che ho messo nel tuo silenzio, e lasciare le tue bocche
e lasciarti, mezza sola, logorata dai miei peli.
È il giorno consueto, ne conosco la censura.
Sembrerebbe che l'acqua usata delle lacrime sia traboccata
da occhiali, bauli, cantine, per colpa mia,
che tutte le guerre che pascolano legate
galopperebbero via a mangiare, solo perché
ho dimenticato di soffrire la notte scorsa, ed ero la sentinella,
o ero tornato indietro, trascurando la terra.
Non è facile essere felici: prima di tutto, non ce lo permettono,
e, chissà, sarà anche la mancanza di abitudine
o forse dobbiamo imparare, ma come, esiliati.
Ho portato l'amore in quella stanza imbronciata,
in questa solida solitudine che devo mettere da parte
perché non possiamo più starci entrambi contemporaneamente,
ma sembra che dovrò sopportare tutto questo per tutta la vita,
mettermi in fila nel mondo, aspettare che gli altri
prima si sposino, mangino o si occupino dei loro affari,
per iniziare a vivere senza sentirmi in colpa,
commutando il mio dolore di sopportare al tuo fianco.
* "Era l'allodola, l'araldo del mattino, non l'usignolo"
dalla scena quinta dell'atto terzo di "Romeo e Giulietta", di William Shakespeare.
(da 'Sono andato con il tuo nome per la terra', 1964)
[ FONTE ]
Jorge Enrique Adoum (Ambato, 29 giugno 1926 – Quito, 3 luglio 2009)
[ Poeta ecuadoriano di origini libanesi, scrittore, politico e diplomatico, fu uno dei maggiori esponenti della poesia latino americana. La sua è poesia, ottenuta con la manipolazione del linguaggio, è di impegno politico ma anche di sradicamento esistenziale. ]











