Gösta Ågren: 'La fotografia dei miei nonni materni'
Gösta Ågren
La fotografia dei miei nonni materni
Stanno lì, apparentemente senza
segreti, da anni e la povertà
li ha resi più chiari. Eppure la macchina fotografica
mente, come tutto ciò che
non dice mai altro che
la verità. Lui ha fatto come fanno tutti,
è diventato padre, si è costruito una casa.
Lei ha aiutato i malati, ha praticato
la gentilezza. Ma tutti i suoi movimenti
erano dita di cenere, che armeggiavano
come volevano gli spifferi.
La sua gentilezza assomigliava a tutte
le altre: una severità che non
ammonisce mai, ma esige. Fin da piccola
sapeva che costituiva
la sua unica difesa. Può
darsi, ma forse
le nostre vite sono solo un verso
nella poesia che parla delle nostre vite. Forse
non siamo il nome
che scriviamo, ma
la mano senza nome
che impugna la penna.
(da 'Qui', 1988)
[ FONTE ]
Sven Gösta Ågren (Nykarleby, 3 agosto 1936 – 24 giugno 2020)
[ Poeta finlandese di lingua svedese. Nelle sue poesie, che spesso presentano la regione in cui è nato, l'Ostrobotnia, sulla costa occidentale della Finlandia, raccontano la storia e l'identità finno-svedese, cercando di comprendere l'incertezza e la natura temporanea dell'esistenza umana. ]











