Cesare Pavese: 'Mattino'
Cesare Pavese
Mattino
La finestra socchiusa contiene un volto
sopra il campo del mare. I capelli vaghi
accompagnano il tenero ritmo del mare.
Non ci sono ricordi su questo viso.
Solo un'ombra fuggevole, come di nube.
L'ombra è umida e dolce come la sabbia
di una cavità intatta, sotto il crepuscolo.
Non ci sono ricordi. Solo un sussurro
che è la voce del mare fatta ricordo.
Nel crepuscolo l'acqua molle dell'alba
che s'imbeve di luce, rischiara il viso.
Ogni giorno è un miracolo senza tempo,
sotto il sole: una luce salsa l'impregna
e un sapore di frutto marino vivo.
Non esiste ricordo su questo viso.
Non esiste parola che lo contenga
o accomuni alle cose passate. Ieri,
dalla breve finestra è svanito come
svanirà tra un istante, senza tristezza
né parole umane, sul campo del mare.
(da 'Lavorare stanca', Einaudi, 1943)
[ FONTE ]
Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 – Torino, 27 agosto 1950)
[ Poeta, scrittore, traduttore, saggista e critico letterario italiano. Nato poeta con "Lavorare stanca ", si è poi dedicato alla narrativa scrivendo romanzi famosissimi: "Paesi tuoi ", "La luna e i falò ", "La casa in collina ". I suoi temi principali sono il mito e la terra. ]
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